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Associazione Ticinese Terza Età08 set 20263 min read

Anziani e tecnologia: perché lo smartphone rende autonomi

“Con la tecnologia sono una frana”, “Alla mia età cosa vuoi che impari?!”, “Computer? Non ci capisco niente, faccio fare ai miei nipoti”. Sono tutte frasi che si sentono spesso quando si parla di anziani e digitalizzazione e che l’8 settembre, Giornata internazionale dell’alfabetizzazione, vale la pena rimettere in discussione. Perché oggi saper usare uno smartphone o un tablet non è solo una questione di stare al passo coi tempi: è una forma concreta di autonomia e autodeterminazione, la stessa che un tempo passava da saper leggere e scrivere.

 

Superare i pregiudizi

Sentirsi impediti o stupidi di fronte alle nuove tecnologie è qualcosa che accomuna diversi anziani. Difficilmente però questo senso di inadeguatezza rispecchia le reali capacità di apprendimento della persona. Le difficoltà riscontrate nell’uso di smartphone, tablet e computer non derivano da limiti personali, bensì dal fatto che questi strumenti sono stati raramente progettati tenendo conto delle esigenze di chi non li utilizza fin dall’infanzia.

Il cervello, infatti, non smette mai di imparare, semmai, con l’età, lo fa in modo diverso.

Mentre i più giovani apprendono l’uso dei dispositivi per esplorazione intuitiva e tentativi immediati (sfruttando un’elevata plasticità guidata dalla curiosità visiva), in età avanzata l’apprendimento passa attraverso processi differenti. Il cervello adulto necessita di capire la logica concettuale dietro un’azione, ha bisogno di associare la nuova operazione a schemi mentali già consolidati e beneficia di un approccio strutturato, graduale e privo di ansia da prestazione. Il potenziale di apprendimento resta intatto: a cambiare è semplicemente il percorso d’accesso alle informazioni.

Del resto, che gli anziani siano in grado di utilizzare le nuove tecnologie lo dimostrano i dati emersi dallo studio “Digital Seniors 2025” di Pro Senectute Svizzera: l’89% degli over 65 in Svizzera usa oggi internet, contro il 38% nel 2010. La situazione resta però molto eterogenea a seconda della fascia d’età: se tra i 65 e i 74 anni l’88% possiede competenze digitali di base, la quota scende al 71% tra i 75 e gli 84 anni, fino a crollare al 43% tra gli over 85. Nel complesso, gli anziani utilizzano spesso la rete per comunicare o informarsi, ma non sempre risultano del tutto autonomi di fronte alle operazioni più articolate.

 

Maggiori competenze, più autonomia

Andare oltre le competenze di base – come inviare un messaggio o fare una videochiamata per rimanere vicini ai propri cari ­– è ciò che però fa davvero la differenza per la qualità di vita in età avanzata. Se la comunicazione digitale aiuta a contrastare l’isolamento, è infatti la padronanza degli strumenti più complessi a restituire una concreta indipendenza quotidiana. Accedere in autonomia al proprio e-banking, prenotare visite mediche, gestire le terapie con i promemoria o sbrigare le pratiche comunali senza dover dipendere dall’aiuto di figli o conoscenti trasforma lo smartphone in una vera e propria leva di emancipazione. Inoltre, la rete diventa una finestra sul mondo per coltivare i propri interessi, tra corsi online, letture e visite virtuali.

Questa libertà operativa richiede tuttavia di navigare con una certa consapevolezza. Nel web autonomia significa anche capacità di muoversi tra le insidie della rete: riconoscere i tentativi di truffa, gestire con riservatezza le proprie password ed evitare i messaggi ingannevoli sono competenze fondamentali per utilizzare i dispositivi digitali in totale sicurezza.

 

Come conquistare la padronanza digitale

Il modo più efficace per acquisire dimestichezza resta la pratica diretta: mettersi in gioco in prima persona ed evitare di delegare ad altri la gestione dei propri dispositivi.

Quando si lascia che sia un figlio o un nipote a toccare lo schermo al posto nostro, il cervello rimane un osservatore passivo e non memorizza il percorso. Al contrario, l’apprendimento digitale si basa sulla memoria procedurale: più si ripete un gesto in autonomia, più la sequenza dei comandi viene assimilata e diventa un automatismo naturale.

I risultati migliori si ottengono attraverso un affiancamento individuale o in piccoli gruppi, in un ambiente informale e rassicurante dove è possibile fare domande liberamente, senza la paura di sbagliare o di essere giudicati.

A questo proposito, l’ATTE ha attivato da diversi anni su tutto il territorio cantonale gli sportelli digitali: spazi d’incontro gratuiti e personalizzati dove trovare assistenza, chiarire dubbi e ricevere un supporto pratico nell’uso di smartphone e tablet.

Gli sportelli sono già attivi in diverse località del cantone: trovate qui quello più vicino a voi

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Associazione Ticinese Terza Età
Associazione apartitica e aconfessionale che promuove iniziative volte a facilitare l’integrazione sociale e intergenerazionale delle persone anziane.

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