Skip to content
Associazione Ticinese Terza Età03 mag 20263 min read

Quando la comunità entra in casa anziani: coro "Ra Froda" in concerto a Giornico

Presenza, memoria e relazione: il valore di esserci, anche dove la vita cambia forma

Ci sono momenti in cui non è la comunità che si incontra, ma è la comunità che si muove per raggiungere chi, per motivi di salute, ha dovuto lasciare la propria casa e trasferirsi in una struttura di cura. È in questo spirito che si inserisce il concerto del Coro Ra Froda, tenutosi il 21 aprile presso la Casa per Anziani di Giornico.

Il valore della presenza

Attraverso momenti come questo, ATTE si conferma nel rispetto dei propri valori e principi. L’esserci, anche tra le mura delle case per anziani, rappresenta uno dei punti di forza dell’associazione: la capacità di portare occasioni di incontro e convivialità a chi rischia di rimanere isolato. L’isolamento, infatti, non riguarda solo il domicilio. Anche nelle strutture di cura, dove sono già presenti momenti di socialità, iniziative come questa permettono ai soci ATTE di continuare a vivere esperienze condivise, anche quando non sono più in grado di partecipare autonomamente alle attività sul territorio.

Un concerto che diventa esperienza

Il concerto si è svolto nella sala da pranzo della struttura, con il coro posizionato davanti a grandi finestre illuminate dalla luce naturale. Il paesaggio di Giornico – il fiume, le chiese, le vette – ha fatto da sfondo a questo momento, creando un’atmosfera suggestiva in una sala gremita di residenti. Il suono della fisarmonica ha agito come una vera e propria macchina del tempo, riportando i presenti ai ricordi della gioventù. Un ospite ha confidato: “Risentire queste canzoni ci fa tornare alla memoria quando eravamo giovani”. La connessione tra cantori e spettatori era palpabile.

Emozioni condivise

Particolarmente toccante è stato il momento in cui il direttore del coro ha dedicato una canzone a una volontaria, per anni parte del gruppo, recentemente scomparsa. Un gesto semplice, ma carico di significato, che in un luogo dove la fragilità e il tema della perdita sono presenti, ha saputo trasformarsi in un tributo delicato e universale ai propri cari.

Dentro il coro: la voce di chi c’era

Anche tra i cantori, l’esperienza ha lasciato un segno profondo.Una corista, alla sua prima partecipazione in una casa anziani, ha raccontato l’emozione di ritrovare persone che avevano fatto parte del coro, alcune conosciute proprio quel giorno dopo averne sentito parlare a lungo. «La forza del coro non è l’esecuzione perfetta», ha spiegato, «ma le emozioni che riesce a suscitare. Sentire le voci che si alzano tutte insieme per accompagnare le canzoni… è lì che succede qualcosa». Un momento in cui cantori e ascoltatori si trovano uno di fronte all’altro, presenti, creando uno spazio di scambio e unione che va oltre la musica.

Reazioni che parlano da sole

Il coinvolgimento degli ospiti è stato evidente: mani che tenevano il tempo, voci che accompagnavano le canzoni, applausi spontanei alla fine di ogni esibizione. L’attenzione è rimasta costante per tutta la durata del concerto, con i partecipanti come sospesi nel tempo per oltre due ore. Nei momenti di pausa, molti ospiti hanno espresso entusiasmo per l’iniziativa, sottolineando quanto fosse speciale avere un concerto pensato “solo per loro”. Sui volti, sorrisi larghi, a volte attraversati da una lieve malinconia, segno di ricordi riemersi e custoditi con cura.

Il valore per chi riceve e per chi dona

Il valore di questi momenti è profondo. Da un lato, permettono agli ospiti delle strutture di sentirsi ancora parte di una comunità, partecipando ad attività pensate per loro, che interrompono la quotidianità e portano leggerezza. Dall’altro, mettono in luce il ruolo fondamentale dei volontari ATTE: persone che dedicano tempo, energia e passione, provando ogni settimana per offrire momenti come questo. Il volontariato, in questo senso, non è solo dare: è uno scambio che arricchisce entrambe le parti.

Un ponte invisibile

Ciò che resta è una sensazione di connessione e di pace. La consapevolezza che l’ingresso in una casa anziani non rappresenta una rottura, ma può diventare una trasformazione del modo di vivere la relazione con il territorio. ATTE, in questo, si conferma come un ponte invisibile: capace di mantenere vive le radici, i legami e il senso di appartenenza. Perché, anche quando cambiano i luoghi, il bisogno di incontro resta lo stesso.

“Se Maometto non può andare alla montagna… portiamo la montagna da Maometto.”

avatar
Associazione Ticinese Terza Età
Associazione apartitica e aconfessionale che promuove iniziative volte a facilitare l’integrazione sociale e intergenerazionale delle persone anziane.

Altri articoli