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Associazione Ticinese Terza Età15 giu 20263 min read

La dignità non va in pensione

Ogni anno, in Svizzera, più di 300mila persone di età superiore ai 60 anni sono vittime di violenza, una cifra che, secondo il rapporto del Consiglio federale “Impedire la violenza sulle persone anziane” (2020), potrebbe oscillare addirittura fino a 500mila casi annuali. Per vergogna, paura e timore delle conseguenze, raramente questi abusi vengono denunciati. Rompere il silenzio è però fondamentale per trasformare una situazione subita in una scelta di libertà e autodeterminazione. 


Quando si parla di maltrattamento, l'immaginario collettivo corre spesso alla violenza fisica. Tuttavia, la realtà è molto più complessa, perché le forme di maltrattamento possono essere molteplici. A volte la violenza si consuma sul piano psicologico, altre su quello della coercizione, altre ancora a livello di trascuratezza o sfruttamento economico, presentandosi con intensità e sfumature diverse a seconda dell'età, del contesto e della specifica fragilità della persona. Se da una parte lo svilimento verbale o l’intimidazione possono colpire chiunque, dall’altra contesti di forte dipendenza generano abusi specifici soprattutto nella terza e quarta età: è il caso della trascuratezza nei confronti di chi non è più autosufficiente, dello sfruttamento finanziario (controllo, uso non autorizzato o manipolazione delle risorse economiche e dei beni), o dei maltrattamenti che possono consumarsi all'interno delle case per anziani. 


L’uguaglianza previene la violenza

I dati della campagna nazionale “L'uguaglianza previene la violenza” lanciata il primo giugno evidenziano infatti come determinati gruppi della popolazione presentino vulnerabilità marcate. Se da un lato quasi una donna su quattro subisce violenza domestica nel corso della vita e una persona LGBTIQ su quattro è stata vittima di abusi fisici o sessuali almeno una volta negli ultimi cinque anni – con rischi ancora più elevati per le donne con disabilità, migranti o di colore – è nel contesto della non autosufficienza che si consumano i drammi più silenziosi. Le persone bisognose di cure e assistenza risultano particolarmente fragili dinanzi alla violenza: un dato che accende i riflettori proprio sulla piaga della violenza sugli anziani, spesso intrappolati in dinamiche di dipendenza fisica ed emotiva in cui l'asimmetria di potere cancella ogni forma di uguaglianza e tutela. Siccome gran parte di questi abusi avviene in una sorta di “zona grigia”, lontano dagli sguardi esterni, il fenomeno è di fatto un tabù difficile da abbattere, complice il silenzio delle vittime che, per motivi diversi, non ne vogliono parlare.


Un ostacolo invisibile

Uno studio condotto dall'Institut et Haute Ecole de la Santé La Source (HES-SO) ha evidenziato le ragioni profonde di questo silenzio. Non è tanto la mancanza di servizi a fermare le vittime, quanto sentimenti radicati come la vergogna, la paura e il timore delle conseguenze. Per motivi spesso legati alla salute, molti anziani dipendono infatti dal proprio entourage e temono che denunciare significhi perdere l'unica rete di supporto rimasta, compromettere relazioni familiari o essere trasferiti forzatamente in una casa per anziani. A questo si aggiunge poi un fattore generazionale difficile da scardinare, ovvero la tendenza a considerare i problemi domestici come questioni private da risolvere tra le mura di casa. Una delle testimonianze raccolte durante lo studio riassume in modo molto efficace questo conflitto interiore: “Come uomo, sono stato capofamiglia e titolare di un’azienda. Dire ora ho bisogno di aiuto è un passo molto grande da fare.”


Chiedere aiuto è un atto di coraggio

Superare la vergogna e denunciare i maltrattamenti resta però l’unico modo per uscire da una dinamica malsana. Chiedere aiuto non significa perdere il controllo sulla propria vita, ma riappropriarsene. A chiunque senta che qualcosa non va, o che è a conoscenza di situazioni sospette, l’invito è a rivolgersi alle organizzazioni di assistenza:


Numero 142 (Telefono Amico / Aiuto alle vittime)

È il nuovo numero unico nazionale ufficiale per l'Aiuto alle vittime. Offre consulenza gratuita, confidenziale e accessibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, alle persone che hanno subito violenza fisica, psichica e sessuale, così come ai loro familiari e alle persone vicine. Professioniste e professionisti appositamente formati ascoltano, sostengono e orientano verso i servizi specializzati competenti. In caso di emergenza o di pericolo immediato occorre invece contattare la polizia (117) o l’ambulanza (144).


Vecchiaia senza violenza

Servizio nazionale specifico per la prevenzione e il supporto nei casi di abuso e maltrattamento sugli anziani.

www.vecchiaiasenzaviolenza.ch , tel. 0848 00 13 13, e-mail: info@vecchiaiasenzaviolenza.ch


L’uguaglianza previene la violenza

Sito della campagna nazionale svizzera.

www.senza-violenza.ch


Aiuto alle vittime

Il portale ufficiale per trovare il consultorio specialistico del proprio Cantone e ottenere consulenza medica, psicologica e legale a lungo termine.

www.opferhilfe-schweiz.ch/it

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Associazione Ticinese Terza Età
Associazione apartitica e aconfessionale che promuove iniziative volte a facilitare l’integrazione sociale e intergenerazionale delle persone anziane.

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