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Associazione Ticinese Terza Età23 apr 20262 min read

Il potere del libro: un balsamo per l’anima e la mente

Trent’anni fa l’UNESCO istituì il 23 aprile come Giornata mondiale del libro per riaffermare il valore della lettura e riconoscere l’impatto culturale e sociale degli autori. Ed è proprio partendo da questa ricorrenza che vorrei rilanciare su terzaetà l’invito a riscoprire il piacere di leggere. Da una parte perché la lettura è una vera e propria ginnastica per la mente: stimola le aree cerebrali legate al linguaggio e all’emotività, affinando la capacità di associare concetti e il problem solving; un esercizio che ci aiuta a compiere le scelte migliori nella complessità della vita quotidiana. Dall’altra perché nel suo piccolo un buon libro può anche essere uno strumento terapeutico e di crescita personale. Attraverso l’identificazione con i personaggi e le storie, il lettore esplora infatti le proprie emozioni, affrontando disagi o promuovendo una maggiore conoscenza di sé.



Ci stiamo muovendo nel campo della libroterapia, o biblioterapia, una pratica che solo in apparenza suona moderna e che affonda le sue radici nell’antica Grecia, dove le biblioteche erano considerate luoghi di guarigione dell’anima. Un’intuizione che trovò una conferma molto interessante sul campo durante il secolo scorso: fu William Menninger, capo psichiatra dell’esercito americano durante la Seconda Guerra Mondiale, a sostenere che in un ospedale militare la biblioteca non fosse meno importante della sala operatoria. Ai soldati traumatizzati dai combattimenti Menninger prescriveva libri proprio come fossero farmaci, convinto che la lettura potesse ricucire quelle ferite invisibili che la chirurgia non poteva raggiungere.

Senza alcuna pretesa terapeutica, piuttosto con l’intenzione di suggerire delle letture attorno a un tema di volta in volta diverso, anche la nostra rivista riconosce da sempre il valore del libro, dedicando in ogni edizione uno spazio specifico curato da Elena Cereghetti. Si tratta di “Fra le pagine”, una rubrica che in questo numero di aprile rende omaggio alle “scrittrici che, nel corso del tempo e soprattutto a partire dal secondo Novecento, sono diventate protagoniste della scena letteraria, vincendo i pregiudizi contro le donne che scrivono”. 

Perché un libro può essere anche questo: uno strumento di affermazione e rivendicazione, una legittimità che oggi deve però fare i conti con nuove sfide. In un’epoca in cui l’IA compone testi e storie in pochi secondi, il diritto d’autore e il valore dell’ingegno umano tornano a essere centrali. Rivendicare la proprietà di un’opera significa difendere l’unicità di un’esperienza vissuta, che nessuna macchina può replicare.

La lettura, infine, è un diritto che va oltre la carta stampata. Per chi fatica a seguire le righe di un volume, gli audiolibri sono una risorsa preziosa: ascoltare una storia non è una “scorciatoia”, ma un modo diverso di nutrire (e allenare) il cervello, mantenendo intatta la magia del racconto e la capacità di emozionarsi. Perché, alla fine, non importa come una storia ci raggiunga; l’importante è che trovi ancora qualcuno disposto a dedicarle il proprio tempo e il proprio ascolto.


Editoriale tratto da terzaetà di aprile (2026), p. 3

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Associazione Ticinese Terza Età
Associazione apartitica e aconfessionale che promuove iniziative volte a facilitare l’integrazione sociale e intergenerazionale delle persone anziane.

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