Skip to content

Il progetto
Montagne Vive
(MoVi)


Un progetto a supporto delle comunità discoste

Progetto-MoVi

Interreg Logo MoVi 1070x424

In cosa consiste il progetto

Il progetto Interreg Montagne Vive – MoVi – intende verificare qual è l’accesso ai servizi sociosanitari, ai servizi sociali, culturali e di mobilità - per citarne alcuni, che possono assicurare una buona qualità di vita nelle aree montane e discoste dai centri principali di una Regione.

La collaborazione tra Italia e Svizzera intende portare all’elaborazione di un quadro comune delle risorse a disposizione dei Comuni situati in territori poco accessibili.

L’analisi si concentrerà su alcune Regioni del Ticino, a partire dal Mendrisiotto, per condividere dati e sperimentare modelli organizzativi che hanno l’intento di favorire la messa in rete dei servizi così come la valorizzazione delle esperienze di volontariato e di relazione non strutturata tra cittadini.

Il sistema sociosanitario alpino e delle valli discoste anche nelle Prealpi affronta sfide specifiche legate alla geografia e alla demografia delle zone montane: invecchiamento della popolazione, soprattutto nei centri più piccoli e isolati; maggiore domanda di servizi sanitari e assistenziali per la terza età; spopolamento e migrazione giovanile dovuti a mancanza di lavoro e servizi o all’adozione di modelli urbani; isolamento geografico, che rende difficile l’accesso a servizi specialistici, trasporti e infrastrutture sociali; fragilità sociale connessa a basso reddito, isolamento, difficoltà di accesso all’informazione; presenza di cittadini con culture diverse da conoscere.

Sul nostro territorio, per affrontare queste criticità, sono già attive diverse iniziative: potenziamento dei servizi di prossimità, uso della telemedicina, miglioramento del coordinamento sociosanitario, sostegno agli anziani e ai caregiver. Tuttavia, la complessità del contesto alpino richiede soluzioni continue e innovative per garantire un sistema sociosanitario equo e accessibile, in grado di trattenere la popolazione residente e attrarre nuovi abitanti.

L’obiettivo del progetto è costruire un sistema integrato di servizi che considerano tutte le fasce d’età e consenta di continuare a vivere in montagna. 

Le iniziative in corso

“Memorie in dialogo”

Fino al 16 marzo 2026, l'Università della Svizzera italiana (USI) ospita un evento espositivo di grande rilievo sociale e scientifico. Presso il piano terra del Palazzo Rosso (Campus Ovest, via Buffi 13), sarà possibile visitare la mostra fotografica "Memorie in Dialogo".
L’iniziativa nasce dalla sinergia tra il progetto nazionale CoPeC (Costruire Percorsi di Cura per la demenza) e il progetto Interreg MU.S.E.O., che l’ATTE coordina sul territorio ticinese.

Scopri di più:

  • Leggi la News sulla mostra “Memorie in dialogo” (clicca qui)
  • Ascolta l'intervista di Rete Uno a Giorgio Comi, Presidente della Sezione ATTE del Mendrisiotto e responsabile per l'ATTE del progetto Museo di prossimità (clicca qui - dal minuto 3:31)

Gli elementi del progetto

  • La definizione di aree d’intervento, in accordo con le realtà comunali e associative del territorio.
  • Un’analisi dei bisogni e delle risorse locali per creare una mappa di welfare che valorizzi tutte le potenzialità, formali e informali.
  • La raccolta dei dati in uno “Spazio comunità”.
  • La definizione di un modello d’attuazione replicabile oltre i termini temporali del progetto stesso.

Il progetto si collega facilmente ad altre esperienze passate e in corso, che attraverso sperimentazioni coordinate tra partner sui due lati della frontiera, evidenziano l’importanza della Rete sociale informale, l’utilità dei Centri diurni che presidiano il territorio e assicurano luoghi d’incontro e di scambio, l’importanza delle esperienze culturali e di formazione continua in quanto elementi di prevenzione e cura.

 L’ATTE gestisce fino al luglio 2027 il progetto Interreg MU.S.E.O. (MUseum as Sociality, Equity and Opportunity - Museo di prossimità), descritto in questa pagina del nostro sito.

Le persone interessate possono contattare Giorgio Comi, membro del Consiglio direttivo dell’ATTE: gcomi@atte.ch