Chi sono davvero le donne e gli uomini che in Svizzera arrivano a cent'anni? Lo raccontano ritratti, storie di vita e dati scientifici nella mostra itinerante "Welcome to your future: Centenarians of Switzerland". Dopo Basilea, Zurigo, Ginevra, Losanna e Berna, l'esposizione approda in Ticino grazie alla collaborazione tra la SUPSI e la Città di Bellinzona. E per le due settimane in cui resterà in Piazza del Sole, dal 18 ottobre al 1° novembre, non sarà sola: l'Associazione Ticinese Terza Età ha coordinato, in collaborazione con diversi partner, un calendario di visite guidate, incontri e presentazioni di servizi attivi sul territorio.
Sviluppata dalla professoressa Daniela Jopp (UNIL) insieme all'art director Anna-Rita Stoffel e al fotografo Jos Schmid, la mostra offre uno sguardo inedito e sorprendente sulla longevità.
©SWISS100/Jobs Schmid
Il paradosso del benessere: quando la vita sorprende
Quando si pensa a una persona di cent'anni, l'immaginario collettivo evoca spesso una sedia a dondolo e una coperta sulle gambe. La realtà emersa dallo studio SWISS100 – il primo studio di portata nazionale mai condotto in Svizzera su questa fascia d'età – ribalta completamente gli stereotipi.
Fra i dati emersi, uno colpisce in modo particolare: il 92% dei centenari intervistati si dichiara soddisfatto della propria vita e questo pur convivendo, in media, con sei problemi di salute cronici. Gli autori dello studio parlano in questo caso di "paradosso del benessere", un fenomeno psicologico per cui la soddisfazione di vita resta sorprendentemente stabile anche quando il corpo comincia a fare i conti con acciacchi e perdite. Una centenaria intervistata lo spiega a modo suo: «Perché lamentarsi? La maggior parte delle persone della mia generazione è già morta!»«Perché lamentarsi? La maggior parte delle persone della mia generazione è già morta!»
Non solo, più della metà dei centenari coinvolti non presenta alcun disturbo cognitivo significativo e la maggioranza continua ad avere obiettivi molto concreti: rivedere i nipoti, godersi la primavera, finire un lavoro a maglia, restare in salute abbastanza da poter ancora camminare in giardino. Piccoli traguardi che, secondo i ricercatori, possono fare una grande differenza, perché guardare avanti con desideri e aspettative da realizzare è ciò che tiene alto il benessere psicologico, anche a cent'anni.
Un percorso tra scienza, ritratti e interattività
Per scardinare gli stereotipi, i dati e le percentuali però non bastano, occorre sensibilizzare la popolazione, intervenire là dove il luogo comune attecchisce. È quello che fa "Welcome to your future: Centenarians of Switzerland" dando un volto ai centenari e una voce alle loro vite. La mostra accompagnerà i visitatori in un percorso che intreccia dati scientifici, ritratti fotografici e storie di vita dei centenari con diversi elementi interattivi pensati per stimolare una riflessione sull'invecchiamento e sul proprio futuro. Tra questi, una linea del tempo che ripercorre un secolo di storia attraverso gli occhi dei centenari e una "lavagna dei desideri", dove ciascuno potrà scrivere cosa si augura per la propria vecchiaia.
Il vernissage ufficiale della mostra è previsto per lunedì 19 ottobre alle 18:00. L'esposizione sarà aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00 con ingresso libero. Per arricchire l'esperienza e offrire occasioni concrete di incontro e approfondimento, si terrà una serie di appuntamenti collaterali coordinati dall'ATTE dedicati ai servizi e alle risorse del territorio.
Programma eventi collaterali
Nota: Il programma è in costante aggiornamento. Eventuali nuove proposte saranno pubblicate sul sito e segnalate direttamente all'entrata del padiglione della mostra.
Lo studio Swiss100
SWISS100 è il primo studio nazionale sui centenari realizzato in Svizzera da un consorzio di università e ospedali universitari – tra cui l'Università di Losanna, la SUPSI, l'Università di Ginevra e gli ospedali universitari di Ginevra e Losanna – sotto la responsabilità scientifica della professoressa Daniela Jopp (UNIL). In Ticino, lo studio è stato condotto dal Centro competenze anziani della SUPSI. L'approccio interdisciplinare, che ha combinato psicologia, sociologia, medicina e biologia, ha permesso di analizzare le condizioni e le risorse degli ultracentenari e capirne meglio la resilienza.
Tra il 2022 e il 2024 sono stati coinvolti 277 centenari in tutta la Svizzera, di cui 80 in Ticino, intervistati sempre insieme a un familiare o a una persona di riferimento. Considerando anche le interviste telefoniche condotte in precedenza durante la pandemia, i centenari coinvolti nel progetto sono oltre 440. Il Ticino non ha il numero assoluto più alto di centenari del Paese, ma la proporzione più elevata rispetto alla popolazione residente.
Finanziata dal Fondo Nazionale Svizzero, la ricerca ha dimostrato che arrivare a cent'anni non è solo un fatto di biologia o genetica fortunata, ma anche il risultato di un delicato.
Una prima versione di questo articolo è apparsa su terzaetà di settembre.